ESCURSIONI DI VENERDI' 29  GIUGNO

 

 

Panoramica di Olivetta S. Michele

 

Olivetta S. Michele: ponte sul torrente Bevera

 

L’ abitato di Villatella, sullo sfondo il M. Grammondo

 

foto: A. Marchioli

ESCURSIONE N. 14

 

Olivetta S. Michele – Rifugio Gambino – Monte Grammondo – Villatella

 

Descrizione del percorso

L’escursione parte dalla piazza di Olivetta San Michele (m 292) - itinerario AsF 1.3.7- in direzione W in discesa, costeggiando un canale d’irrigazione che porta al ponte Ronconi sul torrente Bévera (m 251).

Si inizia subito la salita in direzione S su una bella e antica mulattiera, (sentiero A.s.F. 1.3.7.E.) a tratti ancora lastricata in pietra, che con una serie di sostenuti tornanti, attraverso un fitto bosco di pini e lecci porta in prossimità della cima Rovere (m 685). Segue un percorso meno tortuoso e più dolce che consente di ammirare il panorama della sottostante vallata,  dello spettacolare andamento meandriforme del torrente Bévera ed i paesi circostanti. Si prosegue oltrepassando i ruderi delle case Giaurusso e si arriva in località Gerri dove è ubicato il rifugio Patrik Gambino (m 1015; CAI Ventimiglia, non custodito). Di qui, percorrendo un tratto di strada militare che passa davanti a casermette abbandonate, si arriva alla punta Ranuit (m 1300); infine si prosegue in cresta fino alla cima del Monte Grammondo (m 1380) dal quale si può ammirare un incomparabile panorama sull’entroterra, sul Ponente Ligure e sulla Costa Azzurra.

Dal Grammondo si torna a valle per un sentiero che arriva in prossimità del passo del Cornà (m 1042) e da questo, percorrendo un sentiero balcone che segue verso E la direttrice di un grande elettrodotto ad alta tensione, si scende al paese di Villatella  (m 395).

 

Note

Escursione abbastanza lunga ma molto rimunerativa sotto il profilo panoramico. Il Grammondo è la prima cima importante delle prealpi liguri partendo dal mare, e lo spettacolo che offre è veramente imponente con l’ampia apertura a 360° dal sottostante mare alla cerchia alpina.

 

Tempo di percorrenza: ore 7   Dislivelli   ↑  1.088   ↓  985    Difficoltà  EE

(accompagnatori a cura della sezione CAI di Ventimiglia)

 

Cartografia:    

Cartoguida AsF N. 1 Côte d’Azur – Riviera dei Fiori ed. CAI-CAF (1:25000)

 

 

Colla Scarassan

 

Castelvittorio e le Terme di Pigna

 

foto: F. Bernardi

ESCURSIONE N. 15

 

Pigna – Passo Muratone – Sella di Gouta – Pigna

 

Descrizione del percorso

L’escursione parte dal centro di Pigna (m 280) quindi, attraverso il borgo in direzione N dopo una chiesetta in pietra ed un breve tratto di strada cementata, s’imbocca un’ampia mulattiera con alcune edicole votive sul percorso che porta al santuario della Madonna di Passoscio (m 627). Di qui si procede NW verso Colla Mirabello (m 684) ed attraverso il sentiero sulla sn si raggiunge il ponte Bausson (m 681) e sempre procedendo nella stessa direzione si arriva al Passo Muratone (m 1157). Di qui in direzione S su carrareccia sterrata ex militare, alla Sella di Gouta (m 1212). Si continua in direzione E, attraverso il bosco d’Ainin costituito prevalentemente di essenze resinose, si incontrano i ruderi di vecchie caserme fino alla Croce del Bossa (m 765). Su di un sentiero in discesa, intersecato da una sterrata interpoderale, si ritorna al centro storico di Pigna.

 

Note

Interessante percorso ad anello che offre la visione del passaggio da un ambiente tipicamente medievale quale il centro storico di Pigna ad uno con caratteristiche d’alta montagna, ricco anche di manufatti militari parzialmente distrutti nell’immediato dopoguerra.

Pigna è un centro climatico molto interessante, che offre cure termali e notevoli aspetti artistici, tra cui la chiesa cimiteriale di S. Giorgio, romanica, con affreschi del Canavesio.

 

Tempo di percorrenza:  ore 6,00   Dislivelli   ↑  932    ↓  932    Difficoltà  E

(accompagnatori a cura della sezione CAI di Bordighera)

 

Cartografia:    

Cartoguida AsF N. 2 Moyenne Roya – Val Nervia e Argentina  ed. CAI-CAF  (1:25000)

 

Bajardo, sullo sfondo Toraggio e Pietravecchia

 

Scalinata sul rio Reginanco

 

Bajardo

 

foto: M. Moraglia

ESCURSIONE N. 16

 

Ponte Oxentina – Rio Regianco – Vignai – Bajardo

 

Descrizione del percorso

Questa escursione è molto interessante ed ha anche dell’insolito, perché oltre il normale sentiero, a tratti alternati (10 per la precisione), si devono affrontare scalinate in pietra lavorata abbastanza ripide. Gli scalini da superare nell’escursione sono 2150 ed è un percorso classico scoperto dalla sezione CAI di Sanremo.

Sulla strada provinciale Taggia/Badalucco, dal ponte sul torrente Oxentina (m 245), si percorre verso W inizialmente una carrareccia e successivamente lo storico sentiero verso l’eremo della Maddalena; in 50 minuti circa si arriva al primo tratto di scale. Si scendono 120 gradini, si passa il ponticello del rio Regianco (dove scorre sempre acqua); qui inizia il tratto più impegnativo, con una serie di alti scalini (38/45 cm) che si perdono tra gli alberi. Dopo i primi 165 molto faticosi, anche se assistiti da un corrimano, il percorso diventa più agevole e superati gli altri 575 in breve si lascia alle spalle il tratto più faticoso del percorso. Ora si prosegue su comodo sentiero pianeggiante, ombreggiato da lecci e castagni  pervenendo poi ai successivi nove tratti di scale; intervallati ad un quarto d’ora di marcia, ognuno di essi è formato da circa 150 gradini di minore altezza, ma la razionale cadenzatura della distanza consente un percorso abbastanza agevole. S’arriva così alla SP Badalucco/Vignai/Bajardo e di qui si percorrono circa 500 metri di strada asfaltata. Sulla sn della galleria il sentiero sale al colletto di San Bernardino (m 1050) per scendere poi rapidamente su Bajardo (m 900), le cui prime case si raggiungono dopo una ventina di minuti.

 

Note

Escursione di interesse culturale, paesaggistico e naturalistico. dove molte scale, (in realtà ancora più numerose di quante indicate, che in totale superano i 4000 gradini), seguono la condotta dell’acqua potabile per 25 chilometri, da Vignai fino a Sanremo, superando ben tre vallate, secondo la legge dei vasi comunicanti. Grandiosa opera idraulica ideata e realizzata dall’Ing.Marsaglia, nel lontano 1884 e tuttora perfettamente funzionante.

 

Tempo di percorrenza:  ore 6,00   Dislivelli   ↑  950    ↓  200    Difficoltà  E

(accompagnatori a cura della sezione CAI di Sanremo)

 

Cartografia:    

Carta dei Sentieri e dei rifugi – fogli 111/112 –ed. Multigraphic – Firenze (1:25000)

Cartoguida AsF N. 2 Moyenne Roya – Val Nervia e Argentina  ed. CAI-CAF (1:25000)

 

 

 

Rocchetta Nervina

foto: S. Torelli

 

 

 

 

Forra Loreto

foto: L. Laura

 

 

ESCURSIONE N. 17

 

Rocchetta Nervina – Monte Abellio – Rifugio Pau – Rocchetta Nervina

 

Descrizione del percorso

Dal piazzale antistante il Comune (m 216), si percorre un tratto di strada asfaltata in direzione dell’eliporto. Sulla dx il tracciato sale seguendo un’antica mulattiera per cima Rufia (m 755) dove il percorso, passando in mezzo a roccette, si restringe. Raggiunta la località Abbai, verso E si scorgono le formazioni rocciose di Modana ed il costone di Castelvecchio. Da questa località il tracciato continua tra pareti di rocce dove sulla dx uno spuntone più alto fungeva da osservatorio sulla valle.

Si continua ora sino alla località Corvé e raggiunta la carrozzabile Camporosso – Sella di Gouta (Alta Via Monti Liguri), si svolta a dx e dopo circa 100 m si piega a sn su di un sentiero che porta in vetta al Monte Abellio (m 1015, opere militari e ruderi di un antico castello da visitare).

Si ritorna ora piegando sulla sn sull’AVML dove, proseguendo, s’incontra la Fontana Povera (m 1185); di qui, con un sentiero in discesa sulla dx, s'abbandona il tracciato AVML per incontrare il rifugio incustodito Pau ed il ponte omonimo.

Sempre in discesa sovrastando il torrente Barbaira (paradiso degli amanti del canyoning), si può ammirare il corso delle acque limpide che formano laghetti e suggestivi angoli.

Si è ormai vicini a Rocchetta Nervina che si raggiunge dopo aver sorpassato le cappellette votive di S. Giuseppe e S. Stefano, l’Oratorio di S. Bernardo e due antichissimi ponti.

 

Note

Percorso abbastanza lungo, anche se non troppo faticoso. La parte in salita si svolge per alcuni tratti sull’AVML e presenta singolari panorami ed emozionanti scorci sul Rio Barbaira.

Rocchetta Nervina offre interessanti esempi di depositi calcarei nummulitici e complessi ipogei con risorgenze. Fu teatro d’aspre contese nella resistenza di Ventimiglia all’egemonia genovese (XIII sec.).

 

Tempo di percorrenza:  ore 6:30   Dislivelli   ↑  968   ↓ 968    Difficoltà  E

(accompagnatori a cura della sezione CAI di Bordighera)

 

Cartografia:    

Cartoguida AsF N. 1 Côte d’Azur – Riviera dei Fiori ed. CAI-CAF (1:25000)

Cartoguida AsF N. 2 Moyenne Roya – Val Nervia e Argentina  ed. CAI-CAF (1:25000)

 

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