Iniziando dalla sx; Monte toraggio,Monte Pietravecchia Cima  Grai                                          

 

 

ATTENZIONE; SI INFORMA CHE LE VIE FERRATE DI PIETRAVECCHIA NEL TERRITORIO DI PIGNA , E IN CARICO ALLA NOSTRA SEZIONE, NON SONO PIU' AGIBILI CAUSA MANCATA MANUTENZIONE DA PARTE DI PERSONA QUALIFICATA E AUTORIZZATA. A SEGUITO DI UNA VERIFICA DA PARTE DI UNA GUIDA ALPINA, SONO STATE DICHIARATE NON A NORMA, PER RIPRISTINARE LE VIE, E' STATO PRESENTATO UN PREVENTIVO DI SPESA DI CIRCA 50.000,00 (CINQUANTAMILA) EURO, CHE LA SEZIONE NON DISPONE. SI COMUNICA INOLTRE CHE, A PARTIRE DAL PRIMO DICEMBRE 2006, LA SEZIONE HA DATO COMUNICAZIONE DI DISDETTA ALLA COMMISSIONE CENTRALE DEL C.A.I. PERTANTO NON SONO COPERTE DI ASSICURAZIONE, QUALORA CI FOSSERO ENTI O PERSONE INTERESSATE AL FINANZIAMENTO PER IL RIPRISTINO, NE DIA COMUNICAZIONE ALLA SEZIONE.

                                     Il presidente : Francesco Carè

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Boschi di larici e pareti vertiginose

E' il monte più alto della dorsale tra Nervia e Roja, ma, rispetto al vicino Toraggio, si presenta molto più tozzo ed ha un fascino che conquista più lentamente. La vetta è un'ampia cupola erbosa e il versante nord è un anonimo pendio coperto di larici. La "via normale" al Pietravecchia è una stra­dina ex militare che, salendo nel bosco, giunge a pochi metri dalla sommità: una tranquilla passeggiata per turisti che regala un magnifico panorama. Il versante opposto, però, ha un aspetto completamente diverso: il monte cambia improvvisamente carattere e precipita sull'alta Vai Nervia con vertiginose pareti cal­caree. Visto dalla vetta del Toraggio, il Monte Pietravecchia appare in tutta la sua imponenza, con l'ampia fascia verticale di calcari compatti che sostiene la vetta, poggiando su cenge erbose sfuggenti e immensi dirupi di friabili calcari argillosi. Sembra proprio un'altra montagna, gigan­tesca e severa, quasi dolomitica. Nella guida Alpi Liguri di Euro Montagna e Lorenzo Montaldo, pubblicata nel 1981, è citata una prima ascensione alla parete sud-ovest del Monte Pietravecchia, effettuata nel lontano 1926 da Guglielmo Kleudgen e Francesco Salesi. Il sanremese Salesi è stato uno tra i più appassionati esploratori delle Alpi Marittime, autore di un gran numero di vie nuove distribuite nel lunghissimo arco di tempo che va dalla seconda metà degli anni Venti alla fine degli anni Sessanta. Quella al Pietravecchia, una delle sue prime realizzazioni giovanili, fu portata a termine lungo facili rampe erbose con una fessura finale di Ill grado superiore. Nella suddetta guida non compaiono altri itinerari alpinistici, nessuna via di salita sulle grandi bastionate poste ad oriente della rampa percorsa da Salesi. Se si esclude il noto "Sentiero degli Alpini" che passa molto in basso, alla base delle rocce, il versante sud del Monte Pietravecchia è stato trascurato da escursionisti e alpinisti fino alla fine degli anni Ottanta. Poi, improvvisamente, tra il 1989 e il 1990, sono stati segnalati nuovi sentieri e sono state attrezzate ardite vie ferrate sulle verticali pareti superiori. Ora il Pietravecchia contende il ruolo di protagonista all'aguzzo Toraggio, ma le nuove ferrate, opera dì Aldo Candian, Andrea Carminati e Salvatore Gulifa, sono un po' artificiose: invece di sfruttare le linee di debolezza più evidenti, sembra vadano apposta a cercare placche lisce e strapiombi, superandoli con largo uso di cavi d'acciaio e gradini infissi nella roccia,         

Una flora estremamente ricca e varia

Elenco di di alcuni fiori rari presenti  sui prati del  Monti Toraggio-Pietravecchia e lungo i margini del sentiero degli Alpini  Narcissus pseudonarcissus 

( Narciso Trombone ) Echinops ritro ( Cardo pallottola azzurra ) Leunzea conifera ( Fiordaliso ovoide )Stemmacatha heleniifolia. ( Rapòntico di Bicknel ) Endemismo delle Alpi liguri, rinvenuto finora solo in quattro località, due in provincia di Imperia zona Monte Toraggio e Saccarello e due in provincia di Cuneo, zona Monte Marguareis e la Saline.Jovibarba allionii.

( Semprevivo di Allioni ) Gentiana   ligustica.

( Genziana Ligure ) Gentiana lutea ( Genziana maggiore ) Frittillaria tubaeformis. (Meleàgride di Moggridge) Endemismo delle Alpi Liguri e Marittime, il cui aerale è compreso tra i monti dell’entroterra di Albenga ed il Colle della Maddalena. Lilium bulbiferum. ( Giglio rosso, giglio di S. Giovanni ) Lilium Martagon. ( Giglio martagone ) Lilium pomponium.

( Giglio pomponio ) endemismo ligura-provenzale, ritrovato in Italia soltanto nell’Imperiese, in special modo nella zona prati del Toraggio, ai bordi del sentiero degli Alpini, Gray, Pietravecchia e Marta. Tùlipa australis. ( Tulipano dei monti ) Vive nelle zone Prati del Toraggio, Pietravecchia Gray, Marta e balconi di Marta.Nigritella nigra. Vive nelle stesse zone sopra elencate. È’ una specie delle fredde regioni settentrionali e delle alte catene montuose Europee, la specie quì da noi è stata rinvenuta nelle Alpi Liguri sino al confine con la Francia. Nigritella nigra corneliana.  ( Nigritella delle alpi sud occidentali ) E’ un bell’endemismo delle Alpi sud occidentali, reperibile sempre nelle zone sopracitate.Orchis mascula. ( Orchidea maschia ) Orchis militaris. (Orchidea militare) è stata segnalata nell’estremo lembo Imperiese e Savonese.

 Peonia officinalis.  Rara nel resto d’ Europa, in Italia compare nelle Alpi Liguri meridionali al confine con la Francia e soltanto nell’Appennino Parmigiano, Umbro e Abruzzese. Soldanella alpina. E’ più comune sui rilievi elevati della Alpi Liguri, specie nella zona al confine con la Francia. ( Le nostre ) Pulsatilla alpina.

( Anemone alpino ) Predilige le zone pretive montane e subalpine, ha un areale molto vasto, che comprende le montagne dell’Europa e buona parte dell’America del Nord. In Italia è presente sulle Alpi e sull’Appennino fino alla Campania. Nella nostra regione compare sporadicamente sulle vette Appenniniche, diviene più frequente sulla Alpi Liguri specie al confine con la Francia.

Pulsatilla alpina ( L. ) Delarbre. Un pregevole adattamento è dato dai frutti, che sono prolungati in una lunga resta piumosa, il pregio della rarità nella Liguria occidentale è il significato di un bellissimo relitto glaciale: un concetrato di adattamenti al freddo clima delle vette ed alla assenza di inzetti pronubi Eryngium spinalba. ( Regina Delle Alpi ) condivide con l’alpinum il nobile appellativo di “regina delle Alpi”, si tratta di un interessante endemismo ligure-provenzale, presente in Italia, ed in Liguria soltanto nell’estremo ponente Imperiese al confine con la Francia. Grazie alla loro posizione, al confine tra le Alpi e il Mediterraneo, i monti Toraggio e Pietravecchia sono un vero e proprio paradiso per i botanici.    

 

Master

 Franco Carè

 

 VIE  ATTREZZATE

 

Ferrate Carminati copia.jpg (93577 byte)

A

 

 VIA DEI NONNI

B

 

VARIANTE CARMINATI

C

 

PILASTRO CANDIAN

D

 

USCITA GULIFA

E

 

USCITA NORMALE FACILE

F

 

CAMINO DEI CORVI 

G

 

USCITA  MADONNINA

 

 

Dalla Colla Melosa, per il "sentiero alto" e la rampa della via "Salesi” 

Difficoltà. EE Dislivello: 600 m circa  Tempo di salita. 2.30-3 ore

Materiale utile. imbragatura, spezzoni di corda e moschettoni a ghiera, per assicurarsi ai cavi d'acciaio.

E' un itinerario molto interessante, in ambiente "dolomitico". Le difficoltà sono di poco superiori a quelle dei Sentiero degli Alpini, che si snoda alcune centinaia di metri più in basso. Il percorso è interamente segnalato e i tratti rocciosi sono attrezzati con cavi d'acciaio. Alla Colla Melosa, punto di partenza dell'itinerario, si trova il Rifugio Allavena (tel. 0184/241155), di proprietà della Sezione di Bordighera del CAI.

Accessi stradali: A) Uscendo al casello di Arma di Taggia dell'autostrada Genova-Ventimiglia, si prende a sinistra la SS 548 che risale la Valle Argentina; giunti all'ingresso di Molini di Triora, si imbocca a sinistra la strada provinciale che sale alla Colla Langan, e da qui si continua a destra per la Colla Melosa(1540 m). B) Da Ventimiglia o da Bordighera si percorre la via Aurelia fino a Nervia, quindi si prende la strada provinciale che risale la valle omonima; dopo aver superato Pigna, si raggiunge la Colla Langan e poi si continua a sinistra per la Colla Melosa.

 

AVVICINAMENTO: dal rifugio Allavena, si prosegue con l’autovettura per la sterrata che sale al rifugio Grai, e si parcheggia, circa 1 Km. prima di quest’ultimo, in un piccolo spiazzo  in corrispondenza di una deviazione sulla sinistra, che si segue a piedi traversando in piano in direzione Sud, fino al colletto alle pendici settentrionali del Monte Pietravecchia. Si continua a seguire a seguire la carrareccia che si inerpica ora a tornanti sul fianco boscoso settentrionale del monte, fino a sbucare sul prativo altipiano sommitale, dove si va a reperire l’uscita delle Ferrate F.lli Carminati.

In particolare, con un traverso orizzontale su cavi (tenere la destra) alla sommità della parete, si giunge all’uscita della Ferrata Dei Nonni, presso la  quale è posto il primo ancoraggio per le doppie (30 minuti massimo).

In alternativa si può giungere all’attacco col sentiero anello del Pietravecchia (1 ora e 40 min.) o in discesa dalla cengia Salesi (1 ora).

 

La via attacca nel punto più basso (sotto grandi fasce strapiombanti) della porzione più alta della parete Sud del Monte P., 100m. a sinistra dell’attacco della Ferrata Carminati. A:

L1: placche abbattute,3 a con passo di 4 b.

L2: strapiombino di 5a e traverso di 4c.

L3: tiro obliquo a sinistra su muro verticale di 6c/6c+. continuo con uscita di 5c+.

L4: placca tecnica di 6b e muretto di uscita di 6a+.

L5: tiro continuo di 6a+ con passo di 6b+ verso l’uscita.

L6: facile tiro di trasferimento a destra 3 a.

L7: passaggio di Ao (probabile singolo di 6c) con traverso a sinistra di 6 a.

L8: Placca di uscita di 4c/5a.

 

La via è interamente attrezzata a fix. 10 mm.  Utili 10 rinvii, mezze corde da 50 m. e casco. a roccia è un calcare che alterna tratti compattissimi a brevi sezioni fratturate ed erbose. Buona arrampicata.

 

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Parete sud – sud/ovest, via Aprite la gabbia agli uccellini,  Fabio Palazzo, Ezio Rinaudo e Mariano Galtieri il 11 settembre 2001.Sviluppo: 140 m

Difficoltà: TD + (6 c/A0 (7 a +) max., 6 a + obb.)

Avvicinamento: dalla colla Melosa si sale quasi in vetta al Pietravecchia, poco prima si scende

 (ometto) la cengia Salesi attrezzata con cavi fissi e si arriva sotto i pilastri del versante S/O, si prosegue verso sinistra e in 5 minuti si giunge alla base (nicchia con albero).

Salita: L1) 6 a +, 6 c +, 5c/6 a; L2) 6 b +, 6 a +; L3) 6 b +, 6 a; L4) facile spostamento; L4 bis) 6 b +, 7 a +.

Discesa: in doppia sulla via.

Note: via su roccia ottima prestare attenzione all’ uscita dell’ ultimo tiro, attrezzata a fix utili friend piccoli.  

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Contrafforte sud – est, Spigolo di Mariossandro, 

Sandro Barale e  Mario Innino nell’estate 2000 – 2001.

Sviluppo: 130 m circa.

Difficoltà: TD + (6 b max., 6 a + obb.)

Avvicinamento: dal rifugio Allavena (1540 m) si prosegue sulla strada sterrata e  si parcheggia al primo tornante dove ha inizio il sentiero degli Alpini. Si percorre a piedi il sentiero fino ai pressi di una fontana, da dove si segue il sentiero per il vallone dei camosci; dopo 50 m circa ci si dirige verso destra(ometti) fino alla base dello spigolo (20 minuti, spit visibili).

Salita: (vedi schizzo).

L1) 6 b; L2) 6 a +; L3) 5 +; L4) 6 a +; L5) 6 a.

Discesa: in doppia sulla via, oppure dalla vetta a piedi per prati.

Note: la via è attrezzata a spit, sono utili 12 rinvii e due corde da 50 m.  

 

 

Parte del libro Vette delle Alpi 

"Dalla LIguria al Monviso"

 di Andrea Parodi 

ESCURSIONE

Itinerario: dalla Colla Melosa si segue per circa 600 metri la strada in terra battuta che sale al Monte Grai. Si imbocca quindi a sinistra un sentiero (segnavia: un triangolo rosso), che all'inizio è pianeggiante e poi scende ripido (corde metalliche), per attraversare l'alveo roccioso di un torrentello. Dopo aver superato un altro rio, si sale fino ad un bivio e da qui si continua a sinistra in lieve discesa, verso il Sentiero degli Alpini. Costeggiando alla base le prime bastionate rocciose, si giunge ad una fonte che scaturisce dalla viva roccia. Poco dopo si abbandona il Sentiero degli Alpini e si prende a destra un sentierino (segnalato con il triangolo rosso) che sale con qualche tornante. Si prosegue verso ovest lungo piccole cenge rocciose sormontate da strapiombi (cavi d'acciaio) e poi si tagliano i pendii erbosi alla base delle pareti superiori dei Pietravecchia, Lasciato a destra l'attacco della via ferrata "Agostino Mauro", si contorna un dosso erboso, oltre il quale si trova l'attacco della via ferrata Fratelli Carminati". Dopo un breve tratto in piano, il sentiero sale lungo un costone detritico, quindi aggira un secondo dosso. A questo punto si abbandona il sentiero principale (che va ad aggirare i contrafforti occidentali del Pietravecchia) e si prende a destra una rampa erbosa, che sale obliquamente tra le rocce. La rampa è interrotta da una paretina rocciosa di una decina di metri, attrezzata con fittoni e cavo d'acciaio. Dopo averla superata, si prosegue facilmente per tracce, raggiungendo in breve il dorso sommitale, poco ad oriente dei punto culminante. Discesa. si scende lungo il costone orientale per tracce di sentiero, fino ad un'ampia sella a quota 1740 circa. Da qui si continua a sinistra lungo un sentiero, che scende in diagonale tra i larici dei versante nord-est. Dopo aver attraversato un tratto roccioso (cavi metallici), si raggiunge la strada sterrata che sale al Monte Grai (quota 1660); seguendola in discesa si ritorna alla Colla Melosa.