ESCURSIONI DI DOMENICA 24 GIUGNO

 

 

 

La conca di Monesi

 

Dal M. Saccarello la valle di La Brigue (F)

 

 

La vetta del M. Saccarello

 

Foto di L. Laura

ESCURSIONE N. 1

 

Monesi – Monte Saccarello – Rifugio Sanremo ­– Monesi

 

Descrizione del percorso

Dal piazzale della stazione sciistica di Monesi (m 1376) si entra in un bosco di larici seguendo la carrareccia ex militare in leggera salita che, dopo un breve percorso su asfalto, alterna tratti sterrati e cementati, e si procede tra ampi prati a pascolo alpino e piste da sci invernali sino al bivio nei pressi della Margheria di Löxe (m 1837). Si piega ora a sn, e dopo diversi tornanti si perviene ad un secondo bivio lasciando sulla dx la strada che porta al Passo di Tanarello (m 2042), come indicato dalla pietra miliare. Prendendo a sn si procede verso S toccando prima il Passo Basera (m 2041), con ampia veduta sulla Valle Roia e la Brigue ed ormai sullo spartiacque italo/francese si tocca prima il Passo Saccarello (m 2145) e l’omonimo monte (m 2200), la vetta più elevata delle Liguri.

Sulla sommità residui di una postazione d’artiglieria “in barbetta” con opere difensive di varie epoche ed una stele marmorea che ricorda un plotone di Alpini travolto da una valanga. Proseguendo sullo spartiacque verso SE si raggiunge la statua del Redentore (m 2184) e continuando in leggera discesa sulla vecchia cannoniera, si arriva al rifugio CAI Sanremo (m 2054 non custodito). Si procede sempre verso E sino al Passo di Garlenda (m 2016) da dove inizia una ripida discesa verso N fino alla strada sterrata che si segue a tornare al punto di partenza.

 

Note

Escursione ad anello che si svolge tutta su sentiero e parzialmente su comoda sterrata ex militare su ampie praterie di rododendri e pascoli alpini, nell’ampio anfiteatro della conca di Monesi, rinomata stazione sciistica. Percorso lungo, interessato dall’Alta Via dei Monti Liguri (Via Alpina). Il monte Saccarello è la cima più elevata delle Alpi Liguri e dalla sua sommità si gode un panorama veramente maestoso; la vista si spinge fino al Monviso ed alla Costa Azzurra.

 

Tempo di percorrenza: ore 6,00 Dislivelli ↑820 ↓ 820 Difficoltà E

(accompagnatori a cura della sezione CAI di Imperia e ASCPL)

 

Cartografia:    

Cartoguida AsF N. 2 Moyenne Roya – Val Nervia e Argentina ed. CAI-CAF (1:25000)

 

 

Valle Arroscia: Montegrosso Pian Latte

 

 

Il Passo della Mezzaluna

 

Il Monte Monega

 

Foto di L. Laura

 ESCURSIONE N. 2

 

Passo Teglia – Monte Monega – Montegrosso Pian Latte

 

Descrizione del percorso

Dal Passo Teglia (m 1387) si stacca verso N una comoda mulattiera in leggera salita, inizialmente attraverso un bosco di noccioli e faggi sul versante NE del Carmo dell’Olmo (m 1520), fino a raggiungere alcuni ruderi nella Fossa di San Lorenzo (m 1371). Ora gli spazi si fanno più aperti e si raggiunge il caratteristico Passo della Mezzaluna (m 1454). Proseguendo sulla mulattiera ora trasformata in sterrato, si raggiunge sempre in leggera salita il Passo di Pian Latte (m 1764). Da questo punto sull’ex strada militare si raggiunge la sommità del Monte Monega (m 1882), dove s’apre un vasto panorama a 360° sulle valli Argentina, Arroscia, Impero dal mare alle cime delle Liguri e delle Marittime.

Ritornati al passo di Pian Latte si scende in direzione N per l’omonima margheria (m 1636), attraverso i Prati d’Ansaldo (m 1336) s’arriva alla Borgata Fascei (m 1253). Si prosegue sempre in discesa sulla mulattiera sino a Montegrosso Pian Latte (m 750).

 

Note

Piacevole e facile escursione sulle Prealpi Liguri su comodo sentiero e sterrati di uno dei tanti percorsi che collegavano il mare all’entroterra ed al basso Piemonte, da cui il nome di “via marenca”. Il comune di Montegrosso P.L. fa parte del gruppo della “Cucina Bianca” che valorizza il tradizionale apporto della pastorizia all’alimentazione umana, riproponendo piatti a base di latticini e prodotti agricoli locali. Esiste anche un museo della castagna che presenta quest’umile frutto che tanta parte ha avuto nella sopravvivenza delle popolazioni montanare.

 

Tempo di percorrenza: ore 6:00 Dislivelli ↑ 510 ↓ 1.160 Difficoltà E

(accompagnatori a cura della sezione CAI di Imperia e ASCPL)

 

Cartografia:    

Cartoguida AsF N. 2 Moyenne Roya – Val Nervia e Argentina ed. CAI-CAF (1:25000)

 

 

Valle Impero: il laghetto di Lucinasco

 

Valle Impero: santuario della Maddalena

 

La Cappelletta al Monte Acquarone

 

Vasia: La chiesetta di S. Martino

 

Foto di L. Laura

 

 

ESCURSIONE N. 3

 

Vasia – Monte Acquarone – Santuario della Maddalena – Lucinasco

 

Descrizione del percorso

Poco oltre la piazza principale di Vasia (m 385), dove sorge la chiesa di S. Antonio, seguendo la provinciale in direzione Pantasina, si sale subito sulla dx lungo la stradina asfaltata (ex Via Crucis), che in meno di un chilometro porta alla cappella cimiteriale di San Martino. Poco sopra il paese, sulla sn si stacca un tracciato di crinale che s’inerpica inizialmente tra roverelle e successivamente tra macchia mediterranea fino a raggiungere la vetta del Monte Acquarone (m 733) dove sorge l’omonima cappella.

Il sentiero scende ora in Valle Impero fino alla splendida chiesa romanica della Maddalena, circondata da un fitto bosco misto di rovere e castagni. Sulla pista in lieve pendenza si raggiunge il laghetto artificiale di Lucinasco popolato da pesci rossi e tartarughe acquatiche. Accanto sorge la chiesa cimiteriale di Santo Stefano (m 509). Poco oltre, sulla sommità di un panoramico crinale, si stende il paese di Lucinasco (m 470).

 

 

Note

Poterebbe essere definito “percorso dell’olio” perché si svolge in massima parte tra la tipiche “fasce” liguri, che nascono dall’immane lavoro di terrazzamento delle colline per l’impianto dell’ulivo, introdotto in Liguria dai monaci benedettini in epoca medievale. Ancora oggi esso costituisce la struttura portante dell’economia agricola, che solo in epoca più recente è stata in parte sostituita nelle aree costiere dalle culture florovivaistiche. A Lucinasco esiste un piccolo ma interessante museo di arredi sacri. Pare che il nome del paese derivi dall’esposizione sulla dorsale che raccoglie la luce del primo sole nascente.

 

 

 

Tempo di percorrenza: ore 4:00 Dislivelli ↑ 391 ↓ 285 Difficoltà T

(accompagnatori a cura della sezione CAI di Imperia)

 

 

Cartografia:

Carta IGC 14 “Sanremo – Imperia – Montecarlo” (1:25000)

 

 

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